"La Repubblica" è uno dei giornali mainstream più diffusi, in lotta da decine di anni con il più prestigioso "Corriere della Sera" per il titolo di quotidiano più letto. Se il Corriere non ha mai lesinato in Fake News e bufale di vario tipo, il giornale romano ha però ormai preso il sopravvento, soprattutto nell'ultimo anno e mezzo, ovvero da quando il direttore Calabresi ha lasciato ila direzione del giornale in favore di un'oscuro collega, sostituito proprio in questi giorni da un nuovo direttore, con tanto di sciopero della redazione, peraltro sciopero del tutto inutile, a dimostrazione che nel fortino della "libera informazione" come loro si autodefiniscono, di libero c'è veramente poco, e alla fine sono gli editori a fare il bello ed il cattivo tempo.
Ma arriviamo a quello che interessa a questo blog, al di là delle tristi questioni editoriali italiche.
Il 30 marzo "La repubblica" tira fuori la seguente non notizia: "Smog in Emilia Romagna niente auto ma record di polveri sottili"
Il Titolo è semplicemente demenziale (come l'articolo, del resto)
In effetti le polveri sottili, ovvero il famoso PM10, sono soprattutto dovute al riscaldamento delle case (vedi questo articolo de "Il sole24ore) e solo per circa un settimo ai trasporti.
Tra l'altro affermare che non ci siano più auto circolanti appare essere una evidente esagerazione, peraltro senza nessun dato a supporto della stessa (una cosa tipica dei giornali mainstream).
Le auto sono casomai responsabili del biossido di azoto, ragion per cui i vari divieti di sindaci per lopiù di area PD (ma non solo) di circolare la domenica in auto (giornata del resto già di per sè con scarso traffico) sono del tutto inutili e puramente demagogiche.
Ma forse la "giornalista" è talmente convinta che, se i sindaci del suo partito di riferimento danno la colpa del Pm10 alle automobili, così deve essere,
LA notizia in sè non ha molto senso, o meglio ha senso per un latro verso : il fatto che il PM10 aumenti a dismisura e non diminuisca neppure di un poco fa pensare che, automobili e riscaldamento a parte, ci devono essere altre ragioni per cui le polveri sottili possono aumentare. L'articolo incolpa però "grandi masse d'aria particolarmente ricche di polveri " che sarebbero arrivate sull'Emilia-Romagna provenienti dall'area del Mar Caspio.
Quindi evidentemente, in quell'area si devono essere scatenati ad andare in automobile proprio nei giorni precedenti, a tal punto che un'area che geograficamente sta a migliaia di kilometri di distanza, sarebbe diventata decisiva per i livelli di inquinamento del Nord Italia!
Ah la betise, la betise humaine...
Blog dedicato alla diffusione di dati, statistiche, informazioni e ricerche di carattere scientifico che il pensiero dominante colpevolmente ignora o censura.
sabato 2 maggio 2020
domenica 19 aprile 2020
Curiosità: La CO2 antropica diminuisce ma aumenta quella totale
Tutti quanti voi saprete di certo, in quanto sottoposti quasi quotidianamente al bombardamento mediatico, che il grande colpevole dei cambiamenti climatici, che si spacciano per negativi nonostante le evidenze contrarie, sia la Co2, ed in particolare quella prodotta dall'uomo.
Naturalmente nessuno vi avrà informato che, secondo i famosi (quanto fallaci) studiosi dell'IPCC le emissioni umane di Co2 (trasporti terrestri e aerei, ma anche marittimi, riscaldamenti, attività industriali, produzione di elettricità, agricoltura ed allevamento, praticamente tutto) sono attorno al 5%.del totale altri sostengono che non siano più del 3/4%.
Comunque sia si tratta di una modestissima percentuale, tale da far ammettere a svariati "avvocati del clima" che una totale riduzione delle emissioni di Co2 porterebbe ad una diminuzione del riscaldamento futuro (tutto da dimostrare) di nemmeno un grado centigrado (sulla sensibilità del clima alla Co2 esiste un ampio dibattito che non è il caso qui di riportare, ma la gran parte delle ricerche negano che l'impatto sia così alto come stimato dall'IPCC)
Bene, ora un ulteriore prova di quanto sopra viene dai dati (parzialissimi, per carità, ma comunque significativi) di questi ultimi mesi
Nella immagine qui possiamo vedere come la Co2 sia aumentata anche negli ultimi mesi, nonostante il Lock Down dovuto al Corona Virus che ha coinvolto sempre più paesi, con conseguente taglio di emissioni antropiche, come auspicato da tutti gli "avvocati o attivisti del clima" Greta in testa, che ritengono persino il folle piano della UE (che non credo verrà mai realizzato, visto che il Corona Virus e il rilancio dell'economia sono certamente problemi reali e ben più urgenti richiesti dalla popolazione.)troppo moderato per il loro programma di "zero emissioni subito!".
Secondo questa lettura il Co2 totale avrebbe dovuto diminuire, ma così non è stato.
Anzi si può notare un record proprio ad Aprile.
Nel frattempo le temperature a Marzo sono crollate di ben 0,3 gradi, e ad Aprile sono stati superati negli USA record di freddo risalenti al 1893 !
Tranquilli, adesso ci spiegheranno che è il calo del Co2 antropico a far calare le temperature...
Naturalmente nessuno vi avrà informato che, secondo i famosi (quanto fallaci) studiosi dell'IPCC le emissioni umane di Co2 (trasporti terrestri e aerei, ma anche marittimi, riscaldamenti, attività industriali, produzione di elettricità, agricoltura ed allevamento, praticamente tutto) sono attorno al 5%.del totale altri sostengono che non siano più del 3/4%.
Comunque sia si tratta di una modestissima percentuale, tale da far ammettere a svariati "avvocati del clima" che una totale riduzione delle emissioni di Co2 porterebbe ad una diminuzione del riscaldamento futuro (tutto da dimostrare) di nemmeno un grado centigrado (sulla sensibilità del clima alla Co2 esiste un ampio dibattito che non è il caso qui di riportare, ma la gran parte delle ricerche negano che l'impatto sia così alto come stimato dall'IPCC)
Bene, ora un ulteriore prova di quanto sopra viene dai dati (parzialissimi, per carità, ma comunque significativi) di questi ultimi mesi
Nella immagine qui possiamo vedere come la Co2 sia aumentata anche negli ultimi mesi, nonostante il Lock Down dovuto al Corona Virus che ha coinvolto sempre più paesi, con conseguente taglio di emissioni antropiche, come auspicato da tutti gli "avvocati o attivisti del clima" Greta in testa, che ritengono persino il folle piano della UE (che non credo verrà mai realizzato, visto che il Corona Virus e il rilancio dell'economia sono certamente problemi reali e ben più urgenti richiesti dalla popolazione.)troppo moderato per il loro programma di "zero emissioni subito!".
Secondo questa lettura il Co2 totale avrebbe dovuto diminuire, ma così non è stato.
Anzi si può notare un record proprio ad Aprile.
Nel frattempo le temperature a Marzo sono crollate di ben 0,3 gradi, e ad Aprile sono stati superati negli USA record di freddo risalenti al 1893 !
Tranquilli, adesso ci spiegheranno che è il calo del Co2 antropico a far calare le temperature...
domenica 12 aprile 2020
Ma davvero è l'aprile più caldo di sempre?
Sono bastati tre/quattro giorni di calduccio primaverile (non certo estivo, quello è un'altra cosa, davvero) per iniziare a leggere sui social (ma anche siti "seri") di caldo mai visto dall'epoca romana ed altre esagerazioni.
Lo so, sono chiacchiere da social ed in tempi di corona virus e di reclusione, ci sta.
Però io sono uno scettico inveterato e verifico subito.
Secondo i dati riportati dall'archivio de ilmeteo.it per quanto riguarda l'attuale mese di aprile per la citta di Milano la temperatura media è di 13,1° (anche se ad una verifica appare essere di ben un grado inferiore, ovvero 12.1) mentre scorrendo sono andato a vedere le temperature di aprile 2007 e queste furono di ben 17,3 gradi, costituendo l'aprile più caldo dal 1995.
Se scorriamo le temperature vediamo che dopo il 10 di aprile non vi fu una giornata in cui la temperatura massima non fu di almeno 24 gradi ed il giorno 24 aprile fu toccata la temperatura di 29,7 gradi!
Anche l'aprile del 2011 fu piuttosto caldo, con una media di 16,7 e con punte anche più alte con 29 gradi l'otto aprile e 32 addirittura il giorno successivo! C'è da dire che attorno a metà mese le temperature calarono decisamente e rimasero poco sopra la norma nella decade finale, altrimenti l'aprile del 2011 sarebbe risultato più caldo ancora di quello del 2007.
Guardando le previsioni appare decisamente improbabile che questo aprile possa essere più caldo di quei due anni, anzi dovrebbe essere nelle medie.
Lo so, sono chiacchiere da social ed in tempi di corona virus e di reclusione, ci sta.
Però io sono uno scettico inveterato e verifico subito.
Secondo i dati riportati dall'archivio de ilmeteo.it per quanto riguarda l'attuale mese di aprile per la citta di Milano la temperatura media è di 13,1° (anche se ad una verifica appare essere di ben un grado inferiore, ovvero 12.1) mentre scorrendo sono andato a vedere le temperature di aprile 2007 e queste furono di ben 17,3 gradi, costituendo l'aprile più caldo dal 1995.
Se scorriamo le temperature vediamo che dopo il 10 di aprile non vi fu una giornata in cui la temperatura massima non fu di almeno 24 gradi ed il giorno 24 aprile fu toccata la temperatura di 29,7 gradi!
Anche l'aprile del 2011 fu piuttosto caldo, con una media di 16,7 e con punte anche più alte con 29 gradi l'otto aprile e 32 addirittura il giorno successivo! C'è da dire che attorno a metà mese le temperature calarono decisamente e rimasero poco sopra la norma nella decade finale, altrimenti l'aprile del 2011 sarebbe risultato più caldo ancora di quello del 2007.
Guardando le previsioni appare decisamente improbabile che questo aprile possa essere più caldo di quei due anni, anzi dovrebbe essere nelle medie.
mercoledì 8 aprile 2020
Marzo : calano le temperature globali
Come avevo segnalato in precedenza, ci sono segnali di raffreddamento del clima, a seguire le anomalie dello scorso anno, dovute in larghissima parte al breve ma severo Nino sviluppatosi nell'Oceano Pacifico: le temperature di marzo sono infatti calate da +0,76 a + 0,48, registrando un forte calo di quasi tre decimali.
Questo il grafico delle temperature secondo le rilevazioni satellitari
Difficile , se non impossibile, fare previsioni per i prossimi mesi, ma mentre già certi meteorologi hanno pronosticato una "estate più calda del 2003" cosa che fanno ogni anno, dovremmo tenere conto della evoluzione delle temperature delle acque del Pacifico, che sembravano ormai indicare la nascita diuna Nina, mentre invece i segnali sono oggi contrastanti. Di certo le temperature nell'emisfero Sud stanno calando, tanto è vero che i ghiacciai dell'Antartide sono in grande crescita
Questo il grafico delle temperature secondo le rilevazioni satellitari
Difficile , se non impossibile, fare previsioni per i prossimi mesi, ma mentre già certi meteorologi hanno pronosticato una "estate più calda del 2003" cosa che fanno ogni anno, dovremmo tenere conto della evoluzione delle temperature delle acque del Pacifico, che sembravano ormai indicare la nascita diuna Nina, mentre invece i segnali sono oggi contrastanti. Di certo le temperature nell'emisfero Sud stanno calando, tanto è vero che i ghiacciai dell'Antartide sono in grande crescita
Qui si possono osservare le tendenze nelle temperature. la lina rossa è l'emisfero nord la linea blu è l'emisfero sud mentre la nera è la media globale. si può osservare un trend discendente per tutte e tre le linee, mentre alcune proiezioni del modello GFS che si spingono fino all'ultima decade segnalano la possiiblità di ondate di freddo fuori stagione sia sull'america del nord che sull'europa. Questo induce a pensare ad un mese di aprile con un ulteriore calo di temperature, forse di un paio di decimi di grado. Staremo a vedere...
giovedì 26 marzo 2020
E per fortuna che non doveva più nevicare...
Una delle tante clamorose previsioni sul clima poi smentite era quella secondo la quale le precipitazioni nevose sarebbero diventate sempre più rare.
Per renderci conto di questo vale la pena leggere il seguente articolo dell'Indipendent, uno dei rappresentanti di quel "giornalismo anglosassone" che da sempre ci viene propinato come modello (di disinformazione, evidentemente) e risalente al 200.
Bene la realtà è ben diversa come mostrano i dati delle nevicate autunnali nell'emisfero nord.
Come si può notare vi è stata una netta diminuzione per alcuni anni negli anni 90, quando questa teoria, avventatamente proposta da pochissimi scienziati in cerca di pubblicità, nacque-
Come si vede siamo di fronte a massimi storici, altro che "non nevicherà più molto raramente"
tra l'altro le previsioni per la fine di marzo sono decisamente inusuali
Credo che quindi si possa dire a buona ragione " E per fortuna che non doveva più nevicare!!!.
Per renderci conto di questo vale la pena leggere il seguente articolo dell'Indipendent, uno dei rappresentanti di quel "giornalismo anglosassone" che da sempre ci viene propinato come modello (di disinformazione, evidentemente) e risalente al 200.
Bene la realtà è ben diversa come mostrano i dati delle nevicate autunnali nell'emisfero nord.
Come si può notare vi è stata una netta diminuzione per alcuni anni negli anni 90, quando questa teoria, avventatamente proposta da pochissimi scienziati in cerca di pubblicità, nacque-
Questa teoria però non è morta nel 2000, ma viene ancora oggi proposta da giornali come La Repubblica" ed "Il corriere della Sera" che parlano di "niente più neve e nevicate sull'arco alpino !" (addirittura)
Quest'anno in realtà le stazioni scistiche sono state aperte con largo anticipo, addirittura a novembre!
Ed ha nevicato tantissimo e contina e continuerà a nevicare in tutta Europa e nell'intero emisfero Nord come mostrano le statistiche del Centro Metereologico Finlandese (che forse ne sanno qualcosa di più dei giornalisti prezzolati)
Ecco iloro dati
tra l'altro le previsioni per la fine di marzo sono decisamente inusuali
Credo che quindi si possa dire a buona ragione " E per fortuna che non doveva più nevicare!!!.
mercoledì 25 marzo 2020
Le bufale sul Corona Virus: tra complotti ed inquinamento
Come ogni grande avvenimento che si rispetti , anche il corona virus non poteva non risvegliare le attenzioni degli spargitori di zizzania, degli specialisti della fesseria planetaria, dei cercatori di nuovi untori da mettere sul rogo. Naturalmente le due principali correnti di pensiero complottista-pseudoscientifico corrispondono ai due populismi che si spartiscono il palcoscenico della società dello spettacolo attuale.
Quindi da un lato quella populista-sovranista, dall'altra quella ecologico-primitivista.
Partiamo dalla prima. Il coronavirus sarebbe un complotto di (in ordine sparso) USA, Germania, Francia e, tanto per accontentare l'ala antisemita, Israele per colpire la Cina ed i paesi, come l'Italia, che hanno fatto contratti commerciali con la Cina stessa (via della seta). Una vera dabbenaggine non solo perché il corona virus non è stato creato in laboratorio, ma soprattutto perchè pensare di colpire in modo risolutivo un paese come la Cina e bloccarne lo sviluppo economico con 3.000 morti su un miliardo e 300 milioni di persone è come pensare di uccidere un elefante dandogli un buffetto sulla proboscide; rischi solo di farlo incazzare. Altra teoria ancora più confusa quella secondo il mondo della finanza, coadiuvato da Big pharma, avrebbe sparso il virus per uccidere un po' di persone e poi guadagnare sui vaccini. Bella pensata, peccato che la sospensione delle attività economiche, comprese quelle sportive, cinematografiche etc, abbia prodotto un crollo della finanza ed in quanto al vaccino semplicemente non c'è.
Passiamo a quelle pseudoecologiche. Quale può essere il colpevole di qualsiasi cosa secondo il pensiero magico ecologista ?. Semplice: l'uomo che inquina. E quindi anche un virus è colpa dell'inquinamento. Il ragionamento è leggermente più sensato di quello precedente, dove l'elemento da spy story da fumetto è fin troppo evidente, ma sul piano scientifico è inconsistente. Secondo questa teoria sarebbero le polveri sottili a provocare (non si sa come) la infezione, trasportando il virus.
Peccato che gli scienziati ed i medici che si occupano di questo hanno sottolineato più volte che l'agente di contatto sia l'uomo ed il contatto interumano e non l'aria . Naturalmente è vero che l'ambiente ha la sua importanza nella diffusione di elementi patogeni, quali virus e batteri. Nel 1350 e nel 1650, quando la peste infuriava, il fatto che vi fossero scarsissima igiene ed il contatto con roditori portatori di peste che trasmettevano grazie alla presenz d i pulci che passavano dal roditore ad altri animali domestici o direttamente all'uomo, o infettavano con escrementi l'ambiente, fu notoriamente un elemento decisivo, tanto è vero che la peste in realtà esiste ancora in alcuni paese dove le condizioni ambientali sono ancora simili. Ma nel caso del Covid 19 manca proprio il meccanismo con il quale questo possa verificarsi.
Vi è una semplice associazione fra inquinamento (che è dato sia da polveri sottili sia da biossido di azoto) e diffusione in certe province. Ma ci si dimentica di un fatto del tutto ovvio. Laddove vi sono più persone vi sono più probabilità di contagio. E le persone vivono nelle zone più ricche, che sono anche quelle dove si sono più industrie, circolano più automezzi ed aerei, ed essendoci più case c'è maggior inquinamento dovuto al riscaldamento delle stesse.
Quindi è del tutto ovvio che si sia diffusa in Lombardia e poi in Veneto ed Emilia, anche perché qeuste regioni sono legate fra di loro da scambi commerciali e da legami parentali.
Non è nemmeno vero che l'inquinamento sia calato per via delle varie restrizioni: quello che è calato è il biossido di azoto, non le polveri sottili. Il primo è dato soprattutto dai trasporti, in particolare automobili. Il secondo è invece provocato per lo più dal riscaldamento domestico, in particolare quello "ecologico" dei pallet e dei combustibili di carbone.
Il Pm10 è addirittura aumentato, a causa della alta pressione. I fattori meteo sono infatti importanti e sottovalutati. Nel 2019 a MIlano abbiamo avuto in realtà il minimo di giorni in cui si sono sforati i limiti di Pm10 negli ultmi 10 anni. Questo a causa delle abbondanti piogge avute a Maggio e a partire da metà ottobre fino a metà dicembre, prima che dominasse l'Alta Pressione, e questo alla faccia del tanto proclamato "cambiamento climatico" che evidentemente non è così negativo.
Confrontando i dati della regione Lombardia con quella della Val D'Aosta, una zona che dovrebbe essere decisamente meno inquinata, avendo meno popolazione e meno attività industriali ed avendo un Parco Nazionale. Bene la percentuale di contagiati ufficiali è, con i dati del 24 Marzo 2020, di 0,304% per la Lombardia contro i 0,317% della Val d'Aosta.
Se confrontiamo Milano con la Provincia di Trento abbiamo 0,175% contro 0,206%.
Ma la cosa non finisce qui. Un dato che mi è saltato all'occhio è quello della provincia di Pesaro ed Urbino, con ben 1371 casi conclamati. Ora la popolazione di quella provincia è, secondo gli ultimi dati, di 358.886 abitanti. Facendo la solita percentuale questa risulta essere di 0,38%, superata dalle due province lombarde e d'Italia più colpite ovvero Bergamo, con 0,60% (ovvero 6 casi su mille) e Brescia con 0,5%. Da segnalare però che non tutte le province lombarde sono colpite nello stesso modo , come risulta già evidente dai dati della Regione Lombardia. Varese, ad esempio, ha una percentuale bassissima d contagio pari al 0,05% ovvero 5 casi su 10.000 , un decimo dei contagi presenti a Bergamo e Brescia.
Appare evidente quindi, che più di polveri sottili od altro, la diffusione del contagio sia dovuto a focolai locali che magari non sono stati controllati (luoghi di lavoro, palestre, luoghi di riunione) all'osservanza delle norme igieniche, al fatto che quella zona sia magari meta di viaggi sia per ragioni ricreative (il che potrebbe spiegare il tasso alto di Val d'Aosta e Trentino che ospitano molti viaggiatori attratti dal turismo invernale) o per ragioni di lavoro.
Quindi da un lato quella populista-sovranista, dall'altra quella ecologico-primitivista.
Partiamo dalla prima. Il coronavirus sarebbe un complotto di (in ordine sparso) USA, Germania, Francia e, tanto per accontentare l'ala antisemita, Israele per colpire la Cina ed i paesi, come l'Italia, che hanno fatto contratti commerciali con la Cina stessa (via della seta). Una vera dabbenaggine non solo perché il corona virus non è stato creato in laboratorio, ma soprattutto perchè pensare di colpire in modo risolutivo un paese come la Cina e bloccarne lo sviluppo economico con 3.000 morti su un miliardo e 300 milioni di persone è come pensare di uccidere un elefante dandogli un buffetto sulla proboscide; rischi solo di farlo incazzare. Altra teoria ancora più confusa quella secondo il mondo della finanza, coadiuvato da Big pharma, avrebbe sparso il virus per uccidere un po' di persone e poi guadagnare sui vaccini. Bella pensata, peccato che la sospensione delle attività economiche, comprese quelle sportive, cinematografiche etc, abbia prodotto un crollo della finanza ed in quanto al vaccino semplicemente non c'è.
Passiamo a quelle pseudoecologiche. Quale può essere il colpevole di qualsiasi cosa secondo il pensiero magico ecologista ?. Semplice: l'uomo che inquina. E quindi anche un virus è colpa dell'inquinamento. Il ragionamento è leggermente più sensato di quello precedente, dove l'elemento da spy story da fumetto è fin troppo evidente, ma sul piano scientifico è inconsistente. Secondo questa teoria sarebbero le polveri sottili a provocare (non si sa come) la infezione, trasportando il virus.
Peccato che gli scienziati ed i medici che si occupano di questo hanno sottolineato più volte che l'agente di contatto sia l'uomo ed il contatto interumano e non l'aria . Naturalmente è vero che l'ambiente ha la sua importanza nella diffusione di elementi patogeni, quali virus e batteri. Nel 1350 e nel 1650, quando la peste infuriava, il fatto che vi fossero scarsissima igiene ed il contatto con roditori portatori di peste che trasmettevano grazie alla presenz d i pulci che passavano dal roditore ad altri animali domestici o direttamente all'uomo, o infettavano con escrementi l'ambiente, fu notoriamente un elemento decisivo, tanto è vero che la peste in realtà esiste ancora in alcuni paese dove le condizioni ambientali sono ancora simili. Ma nel caso del Covid 19 manca proprio il meccanismo con il quale questo possa verificarsi.
Vi è una semplice associazione fra inquinamento (che è dato sia da polveri sottili sia da biossido di azoto) e diffusione in certe province. Ma ci si dimentica di un fatto del tutto ovvio. Laddove vi sono più persone vi sono più probabilità di contagio. E le persone vivono nelle zone più ricche, che sono anche quelle dove si sono più industrie, circolano più automezzi ed aerei, ed essendoci più case c'è maggior inquinamento dovuto al riscaldamento delle stesse.
Quindi è del tutto ovvio che si sia diffusa in Lombardia e poi in Veneto ed Emilia, anche perché qeuste regioni sono legate fra di loro da scambi commerciali e da legami parentali.
Non è nemmeno vero che l'inquinamento sia calato per via delle varie restrizioni: quello che è calato è il biossido di azoto, non le polveri sottili. Il primo è dato soprattutto dai trasporti, in particolare automobili. Il secondo è invece provocato per lo più dal riscaldamento domestico, in particolare quello "ecologico" dei pallet e dei combustibili di carbone.
Il Pm10 è addirittura aumentato, a causa della alta pressione. I fattori meteo sono infatti importanti e sottovalutati. Nel 2019 a MIlano abbiamo avuto in realtà il minimo di giorni in cui si sono sforati i limiti di Pm10 negli ultmi 10 anni. Questo a causa delle abbondanti piogge avute a Maggio e a partire da metà ottobre fino a metà dicembre, prima che dominasse l'Alta Pressione, e questo alla faccia del tanto proclamato "cambiamento climatico" che evidentemente non è così negativo.
Confrontando i dati della regione Lombardia con quella della Val D'Aosta, una zona che dovrebbe essere decisamente meno inquinata, avendo meno popolazione e meno attività industriali ed avendo un Parco Nazionale. Bene la percentuale di contagiati ufficiali è, con i dati del 24 Marzo 2020, di 0,304% per la Lombardia contro i 0,317% della Val d'Aosta.
Se confrontiamo Milano con la Provincia di Trento abbiamo 0,175% contro 0,206%.
Ma la cosa non finisce qui. Un dato che mi è saltato all'occhio è quello della provincia di Pesaro ed Urbino, con ben 1371 casi conclamati. Ora la popolazione di quella provincia è, secondo gli ultimi dati, di 358.886 abitanti. Facendo la solita percentuale questa risulta essere di 0,38%, superata dalle due province lombarde e d'Italia più colpite ovvero Bergamo, con 0,60% (ovvero 6 casi su mille) e Brescia con 0,5%. Da segnalare però che non tutte le province lombarde sono colpite nello stesso modo , come risulta già evidente dai dati della Regione Lombardia. Varese, ad esempio, ha una percentuale bassissima d contagio pari al 0,05% ovvero 5 casi su 10.000 , un decimo dei contagi presenti a Bergamo e Brescia.
Appare evidente quindi, che più di polveri sottili od altro, la diffusione del contagio sia dovuto a focolai locali che magari non sono stati controllati (luoghi di lavoro, palestre, luoghi di riunione) all'osservanza delle norme igieniche, al fatto che quella zona sia magari meta di viaggi sia per ragioni ricreative (il che potrebbe spiegare il tasso alto di Val d'Aosta e Trentino che ospitano molti viaggiatori attratti dal turismo invernale) o per ragioni di lavoro.
venerdì 20 marzo 2020
il dispettoso antartico che non vuole sciogliersi
Una delle più note
Eppure la situazione reale pare essere molto diversa.
Per ora ci occuperemo solo dell'Antartide, che è forse il caso più clamoroso di previsione sbagliata.
La cartina sopra, che proviene dal sito ufficiale che si occupa di rilevare giornalmente lo stato dei ghiacciai, mostra la situazione dei ghiacci marini in 4 annate diverse. La più lontana è il 1980 (linea viola) poi vi è il 2014 (linea azzurra) il 2017 (linea tratteggiata rossa) e l'attuale 2020 (linea blu).
Come si può vedere la linea attuale di estensione dei ghiacci ovvero la estensione calcolata in km quadri di ghiaccio marino è superiore a quella del 2017 (dove si era toccato il minimo storico) ma anche superiore a quella del 1980, ovvero ben 40 anni fa.
La linea più in alto è quella del 2014, che corrisponde al massimo della espansione dei ghiacciai e ci ricorda come, quanto è successo in questi 40 anni di rilevamento può dimostrare o suggerire tante cose, ma di certo non che "i ghiacciai dell'antartide si sciolgono sempre più velocemente e stanno scomparendo ".
Questo lo pensano le persone malinformate da abili manipolatori di notizie.
I dati suggeriscono tutt'altro. Dal 1980 al 2014 infatti i ghiacciai sono enormemente aumentati e sono diminuiti per 3 anni dal 2014 al 2017 per poi riprendere la propria tendenza all'aumento, prima timidamente, ma ora in modo importante. Come mai allora tra il 2014 ed il 2017 si erano sciolti?
Di certo non per il Co2 perché altrimenti non si spiegano 34 anni di crescita precedente, in cui il Co2 antropico e naturale (quest'ultimo rappresenta al momento almeno il 95% di tutto il Co2, ricordiamo) è aumentato costantemente.
La risposta, molto probabilmente, risiede nella contemporanea presenza del piùpotente Nino degli ultimi 30 anni (o forse più) che ha riscaldato, quello per davvero, il pianeta, determinando l'anno più caldo di sempre (il 2016) e quindi, un notevole scioglimento dei ghiacciai marini, sopratutto quellli dell'emisfero sud, visto che il Nino è il riscaldamento delle acque dell'Oceano Pacifico.
Forse la tendenza attuale ad una moderata Nina (ovvero il raffreddamento della acque del Pacifico) puà spiegare la ripresa sia dei ghiacciai dell'Antartide che di quella dell'Artic, di cui parleremo più avanti
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